Sarà in grado Milano di ripensare alla “velocità”?
Oggi più di prima, abbiamo la prova che si può cambiare, l’auto in città non è più così necessaria, danneggia il clima e noi stessi, questa è un’opportunità di ripensare agli spostamenti nella città e di creare nuove aree verdi al posto delle auto per migliorare la nostra qualità di vita.
Ci troviamo di fronte ad un momento storico che sta cambiando i nostri modi dell’abitare le città, gli spazi di lavoro e le nostre case, siamo entrati nella fase 2 in Lombardia e ci apprestiamo ad affrontare nuove dinamiche e nuove abitudini di vita sociale nel rispetto dei distanziamenti e contingentamenti previsti alle attuali normative.
Gli spazi pubblici della città, marciapiedi per i pedoni, aree di sosta per le auto, controviali, piazze ed aree di risulta, alzaie dei Navigli, che Milano poco utilizzava per attività specifiche, ma che erano soprattutto dedicate agli autoveicoli, motocicli, biciclette ed ai pedoni in transito, ora sono diventati una risorsa, una superficie a disposizione delle attività prospicienti lo spazio pubblico, una soluzione all’espandersi delle attività commerciali dall’interno all’esterno.
Il
Comune di Milano, viene incontro alle attività commerciali, che in questi mesi sono state chiuse, con il progetto “
Milano locali aperti” al fine di incrementare gli spazi esterni.
Chi può presentare la richiesta di occupazione suolo pubblico?
La richiesta dovrà essere presentata da un delegato del concessionario (professionista tecnico) che dovrà presentare un progetto (planimetria) e compilare tutti i dati richiesti.
Cosa si può richiedere?
- Ampliare lo spazio esterno per i clienti: si può richiedere di allargare la propria area esterna, per chi possiede già un’autorizzazione all’occupazione dello spazio pubblico, secondo le norme urbanistiche in atto, tramite la nuova procedura;
- Nuova area esterna per la propria attività commerciale: si può richiedere l’occupazione ex-novo di un’area esterna prospiciente l’attività commerciale.
Da quando si può presentare la richiesta?
Da venerdì 22 maggio 2020 noi progettisti possiamo essere d’aiuto per ripensare e progettare nuove aree urbane ad uso privato per le attività commerciali, non solo per i bar e i ristoranti, ma per tutte le attività commerciali site al piano terra prospicienti lo spazio pubblico per garantire anche il rispetto delle disposizioni sul distanziamento e sugli ingressi contingentati necessarie per la prevenzione della diffusione del COVID-19.
Che spazi si possono utilizzare?
- Marciapiedi
- Aree pedonali
- Aree verdi
- Parcheggi striscia blu e striscia gialla
- Controviali
Che vantaggi portano le nuove normative?
Snelliscono le procedure e riducono a zero i costi di occupazione del suolo pubblico temporanea fino al 31 ottobre 2020.
La
procedura semplificata è di facile compilazione, snellita da tutti i documenti che precedentemente facevano parte della richiesta di occupazione di suolo pubblico temporaneo. Le pratiche compilate on line verranno
autorizzate in tempi ridotti.
Quali vincoli devono avere questi nuovi spazi?
- Arredi rimovibili: gli elementi che costituiscono la nuova area esterna devono essere rimovibili ma possono essere anche lasciati in esterno durante la notte e le festività
- Procedura stradale: nel caso di occupazione dei parcheggi sarà necessario gestire le procedure di segnaletica stradale per rimuovere eventuali auto che sostano davanti all’attività prima dell’occupazione
Che elementi si possono prevedere?
- Sedie e tavolini
- Fioriere
- Espositori
- Illuminazione
- Protezioni solari
- Strutture di protezione
- Tappeti e pedane
Quali norme bisogna seguire?
Bisognerà progettare lo spazio pubblico tenendo presenti le disposizioni vigenti in ambito della sicurezza e incolumità pubblica sia sotto il profilo stradale che per l’ordine pubblico oltre alle norme per la raccolta differenziata.
Come architetti questa normativa snella e veloce, ci stimola alla riflessione, nella speranza che la città utilizzi questi spazi di collettività non solo in questo periodo storico, ma che possano essere adottati come nuovi modi di vivere lo spazio esterno e socializzare, soprattutto rivalutando il concetto di quartiere.
Lucilla Malara