Siamo stati capaci di fronteggiare l’emergenza del primo lockdown 2020 pensando che fosse solo un periodo di tempo limitato, ma siamo rimasti delusi perché questo non è accaduto. Dopo un anno, siamo ancora in una fase instabile, senza alcuna prospettiva temporale di un’uscita dall’emergenza e con tutta la stanchezza psicologica, la tristezza di perdite umane e la difficoltà di affrontare il presente, con l’incertezza del futuro. Dobbiamo pensare alla ripartenza delle attività lavorative del dopo vaccino, immaginandoci un futuro diverso da prima con l’utilizzo del digitale che diventerà sempre di più un nostro alleato. Le modalità di lavoro e i modelli organizzativi aziendali verranno adattati ad una nuova forma mista, con lavoro in presenza e da remoto. Ritrovarsi in azienda servirà non tanto per svolgere il lavoro individuale, ma per verificare, programmare, progettare e socializzare. Trovare nuove configurazioni degli spazi sarà il nuovo briefing progettuale per noi architetti. Gli uffici dovranno essere ripensati e trasformati con un mix di funzioni: come le attività di gruppo, le riunioni, la presentazione dei progetti ai clienti, la formazione e le attività di relazione oltre che per uffici individuali. Le aziende si troveranno a subaffittare spazi vuoti o a cambiare sede in spazi più ridotti. La casa, dovrà essere ripensata e riconvertita per le nuove esigenze, differenziando e proteggendo, dove possibile, la privacy individuale delle zone di lavoro e di studio. Il lavoro, per noi architetti, dovrà focalizzarsi sempre più sulle esigenze della persona, produttive, sociali ed emozionali, oltre a continuare a progettare con l’attenzione all’eco-sostenibilità e all’economia circolare.