“Cari imprenditori, vi siete mai chiesti se la progettazione di uno spazio di lavoro possa essere uno strumento a disposizione per comunicare i vostri valori e il vostro modello organizzativo e creare un clima accogliente, favorire il benessere delle persone e quindi generare maggiore produttività?”
A queste domande da qualche anno si sentono spesso rispondere: “No, non abbiamo mai pensato veramente se lo spazio in cui lavoriamo con i nostri dipendenti sia non solo salutare, ma anche motivante e in grado di favorire concentrazione e senso di appartenenza… ”.
Loro sono Donatella Mongera e Lucilla Malara, psicologa del lavoro e ambientale la prima, architetta, biophilic designer la seconda che – dopo una pluriennale esperienza professionale nei reciproci ambiti – hanno deciso di concentrarsi sullo studio degli spazi e quindi sulla creazione di modelli organizzativi utili a garantire comfort fisici, psichici e funzionali.
Di recente hanno pubblicato un libro, dal titolo: “Spazio al benessere. Come la psicologia ambientale e il Biophilic Design possono rigenerare gli ambienti di lavoro” (GueriniNext, Prefazione di Francesca Pazzaglia) , perché spiegano: “E’ necessario e urgente imparare ad aver cura degli ambienti di lavoro. Per le aziende è sempre più difficile attrarre, coinvolgere e trattenere i propri talenti. Per le persone è sempre più difficile rispondere alle pressioni e mutevoli richieste del contesto e stare bene. Lo spazio può essere uno strumento per prendersi cura di persone e organizzazioni, rappresentare purpose e mission aziendali, supportare le attività, migliorare la soddisfazione lavorativa, le interazioni sociali, il senso di appartenenza e quindi la performance. Gli studi e le evidenze scientifiche della Psicologia Ambientale, illustrati nel nostro libro, hanno dimostrato come le due dimensioni di spazio e benessere siano strettamente legate. Uno spazio può essere funzionale o disfunzionale, creare benessere o malessere, in funzione di come viene progettato e da quale metodo e processo siano adottati”.
Le abbiamo intervistate.
Psicologia ambientale e Biophilic Design. Di che si tratta?